NINO MANDRICI - chi sono
Biografia
1930 - Anno di nascita.
1930 - 1968 - Cresce in Maremma dove compie i suoi studi.Si iscrive all'Università di Roma dove poi rimane a vivere. Trascorre alcuni anni in Venezuela svolgendo diversi mestieri: movimenti di terra, auditoria, apertura di strade di penetrazione nella foresta vergine. Tornato in Italia fa il consulente tributario, poi l'agente editoriale e nel frattempo scrive favole per bambini e scolpisce per hobby.
1968 Nasce come scultore. Decide di seguire la propria vocazione ed abbandona ogni altra attività per dedicarsi totalmente alla scultura, seguendo anche i consigli e le esortazioni di amici, artisti affermati quali Ugo Attardi, Eva Fisher, Emilio Greco, Pericle Fazzini, Corrado Cagli e Leo Guida. Apre il suo primo studio in via LorenzoValla.
1969 Inaugura la sua prima mostra presso la Galleria la Scala in Trastevere. Espone sculture in cemento, terracotta e legno.
1970 Inizia a lavorare la resina. E' uno dei primi in Italia ad impiegarla nella scultura. Nascono i suonatori dell'orchestrina del dopolavoro aziendale, di grandi dimensioni e strutturati in ferro.
1972 apre lo studio di vicolo della Frusta, in Trastevere, un palazzetto del settecento che era stato per secoli un fienile e poi un rimessaggio per carrozzelle.Lo studio sarà per oltre venti anni un luogo di incontro fra pubblico ed artisti. Nello stesso anno soggiorna a Londra e Tel Aviv.
Vorrei non avere piedi - ma ali per volare - vorrei non avere mani - ma solo desiderio di carezze - vorrei non avere occhi - ma soltanto illusioni - vorrei non avere orecchie - ma solo musica intorno - vorrei non avere bocca - ma solo un suono di parole - vorrei non avere un corpo - ma solo un'anima di gesso - vorrei non avere gambe - per non correrti incontro - e vorrei non avere un cuore - per non dovere amare piu'.
ho sceso uno ad uno - tutti i gradini della mia incoscienza - e sono stati mille e mille e mille - gradini di buio.
chissà se il mio camminare - troverà una strada - se le mie angosce - svaniranno all'improvviso - se i muri che mi circondano - lasceranno che l'orizzonte - possa entrare in me - e chissà che allora - non riesca a vivere altrove - altre mani altri sguardi - altri orrori magari - da combattere ancora - un mondo pazzo intorno a me - dove affogare la mia rabbia - e non questa falsa quiete - che vivo ogni giorno - l'ipocrisia di chi vede - rose e fiori soltanto - la ripetitività dei gesti - di chi lascia scorrere la vita - come un fiume destinanto soltanto - a morire nel mare.
cavalca Astolfo - i mali del mondo - dolore e pazzia - l'orrore inutile - di tutte le guerre - le miserie che ognuno - affida al buio - l'incoscienza di chi - sa che tutto muore -e fabbrica corone - per le altrui follie.
vicino al mare - l'agave invecchia - come una memoria - non si accorge - dei soli implacabili - che si succedono - nè del silenzio - delle notti chiare - vicino al mare - l'agave resiste - aspettando il fiore - che la ucciderà - come fa la fiamma - con il fuoco - come fanno le ore - con la vita - vicino al mare - l'agave aspetta - lei sa che la morte - sarà la vita tanto attesa - un fiore sbocciato - come pegno d'amore - offerto all'oblio - ed al silenzio - vicino al mare - l'agave fiorisce - sa di essere - finalmente viva - e guarda nel cielo - spuntare la sua morte - come se il cuore - avesse messo le ali.
voglio morire nudo - come nudo sono nato - come se niente fosse passato - attraverso i giorni della mia vita - lascio la mia memoria - ai Fatebenefratelli - i miei sogni più belli - li lascio per niente - a un'ente di riforma burocratica - la fatica la lascio volentieri - con tutti i miei pensieri - a un povero deficiente - a cui non importa niente - e lascio alla gente - che non mi amò - il rimpianto di non sapere - come in verità - io sono.
oggi inventerò il sole - e una parola nuova - per dire amore - e inventerò la sabbia - perchè culli il mare - le farfalle e gli uccelli - perchè dipingano il cielo - inventerò l'orizzonte - perchè chiuda l'infinito - e una parete di stelle - per fermare i sogni - la nostalgia e la tristezza - come una dolce malinconia - e inventerò Cristo - e la sua croce di legno - una Maddalena - dai lunghi capelli - e il tempio dei mercanti - per vendermi l'anima - e inventerò la paura - l'odio e la solitudine - la civiltà dei consumi - un'altra America - bisognosa di aiuto - la trasparenza del vino - il battito delle mani - le foglie del vento - gli innamorati di sera - il vecchio ubriaco -abbracciato da solo - e la pietà e il pensiero - e il tarlo che lo rode.
1973 Ancora in Israele, vive per un certo periodo in un Kibbuz, sotto le alture del Golan, ancora sotto il fuoco sporadico dei mortai siriani.Tornato in Italia scolpisce una serie di Menorah in vari materiali: ferro, resina, legno e bronzo. Si tratta di sculture monotematiche: i campi di sterminio nazista.
1974 Lavora ancora alle Menorah che espone a Roma presso la Galleria il Grifo in via di Ripetta.
1976/1979 E' il periodo delle maternità, sopratutto in legno e bronzo. Torna in Venezuela per lavorare i legni tpici della foresta amazonica, sculture che espone poi in una mostra presentata dal grande poeta Rafael Alberti. Al ritorno in Italia si innamora dell'alabastro. Comincia a frequentare le cave di Volterra. Scolpisce anche il marmo, l'agata, la pietra tufacea di Lecce.
1980/1984 Nascono gli Icaro, le Ofelia e le Salomè, ma è sopratutto il mito di Icaro ad affascinarlo. Viene poi il periodo delle biciclette: la bicicletta come compagna, amante,amica. In questo periodo crea per due volte la scultura per il premio ISDAP alla Mostra del Cinema di Venezia. Viene incaricato di eseguire una medaglia per i passaporti per Cinecittà consegnati dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Esegue anche una grande scultura ( due metri in ulivo per il premio " un film per la pace " assegnato poi a Roman Polansky.
1985 Vive quasi tutto l'anno negli U.S.A. scolpendo legni locali, soprattutto cedar, oak e birch, oltre a tronchi e radici trovati durante i suoi vagabondaggi sulle rive del mare a Charleston, a lake Norman, a Malibù o presso la riserva indiana dei Cherokee nelle Blu Mountains. Per quattro mesi vive con il figlio Piero in un bosco nei pressi di Charlotte in North Carolina in una casa messagli a disposizione dall'industriale tessile Hans Keilhack, per il quale esegue una serie di opere. Viaggia poi coast to coast fino a los Angeles invitato dal produttore cinematografico Jury Harkam per eseguire alcune sculture. Soggiorna per diversi mesi a Beverly Hills ed a Malibù, dove esegue una maternità in legno di ulivo di oltre due matri di altezza ed un metro e mezzo di diametro. Singolare il fatto che il tronco di ulivo, albero che non esiste in America, fosse rivenuto da Nino Mandrici una mattina sulla spiaggia di Zuma Beach proveniente da chissà dove. Dipinge anche una serie di quadri di grandi dimenzioni.
1986 Ancora in U.S.A. a Charlotte N.C. dove realizza opere per: Skandia LTD, per la Keltex Corporation e per la William De Dekker LTD.
1988 Lascia lo studio di vicolo della Frusta e si trasferisce a Via Giacomo Venezian, a pochi metri dal vecchio studio, in una stalla acquistata anni prima ma occupata ancora dal cavallo. Viene invitato ad esporre nel Chiostro di San Nicolò durante il Festival dei Due Mondi di Spoleto. Nello stesso anno conosce Barbara Wolfart, grande pittrice tedesca alla quale lo legherà poi un sentimento di fraterna amicizia. Comincia a lavorare in Germania. Tiene degli stages per professionisti a Kempten sul tema: l'armonia della forma. La linea e il volume.
1990-1996
alterna il suo lavoro fra l'Italia e la Germania. Non partecipa più alla vita pubblica e si ritira nel suo vecchio studio di Monteverde per lavorare in pace ed armonia con se stesso. Continua a tenere i suoi stages a Kempten.
1997
Torma ad esporre a Roma dopo oltre un decennio di assenza.
1998
"Scopre" la ceramica e si reca a Deruta per inparare.
2001
Viene invitato dalla Toepferschule di Gordola ( Locarno ) a tenere dei corsi per professionisti sul tema " la linea e il volume ".
2003
Ancora invitato per uno stage presso la Toepferschule. Esegue la scultura " l'albero della vita "per l'associalzione 11 Settembre la quale ne fa il proiprio simbolo. La PROVINCIA DI ROMA gli dedica una mostra per i suoi 35 anni di attività.
2004 - 2005
Lavora per una grande mostra che si terrà a Roma nel 2006.

